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    Kane Parsons e le influenze dietro Backrooms

    Kane Parsons sta per diventare il regista più giovane nella storia di A24 quando Backrooms arriverà al cinema il 29 maggio. La storia è già leggendaria: nel gennaio 2022, a soli 16 anni, ha caricato una serie horror in stile found-footage sul suo canale YouTube (Kane Pixels), trasformando il meme internet dei “Backrooms” (quell’inquietante mito del web fatto di stanze anonime illuminate da neon che si ripetono all’infinito) in cortometraggi cinematici e terrifici. I video sono diventati virali, A24 ha bussato alla porta, e il resto è storia recente.

    Portal 2: lo spazio infinito nel cervello

    In un’intervista con Letterboxd, Parsons ha ripercorso le influenze pop-culture che hanno plasmato sia la sua serie YouTube che il film. Inizia con un videogioco: Portal 2 di Valve.

    “È la più facile da individuare come l’influenza più forte su tutto quello che ho fatto in vita mia”, ha dichiarato. Il gioco è costruito intorno a un’arma che apre portali collegati su qualsiasi superficie, e ti immerge nell’Aperture Science Testing Facility. Quello che ha colpito Parsons non è solo il gameplay, ma lo spazio stesso: grigio, enorme, in decadimento, con murales che suggeriscono altre persone passate di lì.

    “Frequentemente ho sogni dove sono semplicemente dentro l’Aperture Research Center”, ha spiegato. Uno spazio interno che sembra estendersi all’infinito in tutte le direzioni… esattamente la logica dei Backrooms. Parsons ha preso la grammatica spaziale del videogioco e ha costruito un intero mondo visivo nuovo intorno a essa.

    Mr. Robot: il mondo interiore di una singola mente

    Parsons ha finito il suo primo cortometraggio su Backrooms e ha guardato Mr. Robot per la prima volta nella stessa settimana. “L’ho immediatamente rivisto tutto di nuovo dopo”, ha detto.

    Quello che lo ha attirato della serie di Sam Esmail non è stata la trama sulla guerra di classe, ma come i grandi rischi societari si filtrano attraverso il mondo interiore di una singola persona. “Puoi andare in grande, ma alla fine è tutto percepito da un singolo cervello”, ha spiegato. È diventata il suo maggiore riferimento visivo e tonale: la cinematografia di Tod Campbell, con composizioni negli angoli scuri e spazi negativi soffocanti, e la colonna sonora di Mac Quayle sono evidenti ispirazioni per Backrooms.

    Paranoia Agent: l’ansia collettiva presa forma

    L’influenza più affascinante è Paranoia Agent, la serie anime del 2004 di Satoshi Kon. Parsons è rimasto colpito dal rifiuto di Kon di sovradefi nire la minaccia: non è un essere fisico, è una forza della natura, una manifestazione dell’ansia collettiva.

    “Backrooms risponde alle ansie intorno all’urbanizzazione, all’industrializzazione e ai compromessi che facciamo, dove c’è così tanta informazione ma significa poco per la maggior parte delle persone”, ha concluso. Una cornice concettuale sofisticata per un creatore che aveva appena sedici anni quando l’ha ideata.

    Fonte: No Film School

    Gaspare Vaccaro
    Gaspare Vaccarohttp://www.gasparevaccaro.it
    Sono un videomaker freelance e l'inventore del portale Videomaker News Italia che permette a tutti i videomaker italiani di restare aggiornati su tutto quello che succede nel mondo del videomaking.

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