Quando il budget zero diventa un’opportunità creativa
Due filmmaker stanchi di aspettare Hollywood hanno deciso di farsi da soli: Michael Doneger (regista) e Aaron Karo (sceneggiatore bestseller del New York Times) hanno prodotto Friend Material, una serie comedy verticale interamente girata con una DJI Pocket 3, senza crew, senza permessi, senza alcun intermediario tra l’idea e la realizzazione.
Il risultato? Una serie che mescola l’energia di “I Love You Man” con “Weird Science”, confezionata in episodi di 2-3 minuti pensati nativamente per il vertical format e i social. Non è un compromesso: è una scelta creativa consapevole.
Perché la Pocket 3 è stata la giusta scelta (anche con i suoi limiti)
Doneger ha scoperto la versatilità della Pocket 3 durante test ricreazionali e se n’è innamorato: 4K a 120fps, sensore da 1 pollice performante in bassa luce, gimbal a 3 assi, registrazione diretta del suono tramite microfoni wireless DJI, e soprattutto la capacità di riprendere in log per un color grading più raffinato.
“Non ho mai girato un progetto narrativo verticalmente prima,” ammette Doneger, “e sinceramente non l’amo naturalmente. Avrei preferito un’Alexa 35 con ottiche anamorfiche vintage. Ma dovevamo raggiungere il pubblico dove effettivamente si trova.”
Il compromesso? Niente aperture ridotte per il classico shallow depth of field, e quella distorsione leggermente ampia tipica dell’ottica fissa 20mm della Pocket 3. “Ogni camera ha i suoi trade-off,” ragiona il regista. Interessante notare che la Pocket 4 Pro appena annunciata offre zoom sia wide che telephoto: potrebbe risolvere proprio questi limiti.
Logistica minimalista: due persone, massima flessibilità
Solo Doneger, Karo e gli attori. Niente crew, niente dipartimenti. Microfoni lavalier direttamente agli attori, luce naturale quando possibile, qualche lamp amatoriale in interni. Un footprint così ridotto ha permesso loro di filmare dove nessuno con una vera produzione potrebbe: dentro le Waymo autonomous car, alla Pink Wall di Melrose, a Fryman Canyon, in bar, e persino un numero di ballo intero per strada a Burbank senza un singolo permesso.
“Non avremmo mai potuto mimetizzarci così in location pubbliche con una troupe normale,” spiega Karo. “Eravamo invisibili.”
Il rovescio della medaglia? Velocità estrema—5-6 pagine in 4 ore—che ha significato scoprire errori di luce e audio solo durante il montaggio. Ma gli attori professionisti (Alex Russell, Michael Strassner, Alessandra Torresani) hanno salvato tutto con performances di livello.
Dalla pre-produzione al color correction: dove sono andati i soldi
Hanno scritto tutto prima di partire. Location scouting 2-3 giorni prima di ogni ripresa. Shot list rigorosa come su un feature film. Zoom di letture con gli attori il giorno prima delle riprese. Zero improvvisazione sulla struttura, solo sulla performance.
Dove hanno investito? Post-produzione: sound mix professionale e color correction. Il resto è stato sweat equity puro. Un episodio alla settimana per 2 mesi ha inoltre regalato il lusso di editare, verificare ritmo e comicità, e affinare il prossimo prima di tornare sul set.
“Anche se i capitoli sono tecnicamente picture locked,” rivela Doneger, “continuo a entrare e togliere dead air dove ha senso.”
Con una serie verticale così snella e originale, il prossimo step è ovvio: produttori tradizionali o sponsor interessati a portare Friend Material da Instagram a una vera stagione 2, con budget reale e possibilità di world-building. Per ora, due ragazzi con una Pocket 3 hanno dimostrato che il futuro della serialità potrebbe scrollarsi davanti agli occhi di tutti.
Fonte: No Film School
